Le origini

Il Barolo viene prodotto per la prima volta a meta del XIV secolo

Le
origini

Le origini

È una delle eccellenze di cui il Piemonte può vantarsi sui mercati internazionali. Le origini del Barolo si intrecciano con quelle del vitigno da cui deriva: il Nebbiolo.

Conosciuto e coltivato sin dal Medioevo, nel XVIII secolo e fino ai primi decenni del XIX secolo, il vino prodotto con questo vitigno era semi-dolce, con un sapore molto diverso da quello a cui siamo abituati oggi. Grazie alla lungimiranza in campo agronomico del Conte Camillo Benso di Cavour (Primo Ministro del Regno d’Italia), che reclutò il consulente Louis Oudart per applicare anche ai vini piemontesi le tecniche di vinificazione utilizzate dalle aziende della Borgogna, e grazie all’intuizione di Giulia Colbert Falletti, l’ultima Marchesa di Barolo, il Barolo così come lo conosciamo oggigiorno iniziò ad essere prodotto alla metà del XIV secolo. Questo vino, particolarmente ricco ed armonioso, diventò il miglior ambasciatore della Famiglia Savoia, rappresentando il Piemonte nelle corti reali di tutta Europa.

Giulia Colbert Falletti di Barolo

Giulia Colbert Falletti di Barolo

Il Conte Emanuele Alberto di Mirafiore, che ereditò la tenuta di Fontanafredda da suo padre, Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia, comprese immediatamente il potenziale delle colline attorno a Fontanafredda per la coltivazione delle uve Nebbiolo e iniziò a produrre Barolo che, grazie al suo impegno e ai suoi investimenti, accrebbe la sua fama e la distribuzione in Italia e nel mondo. Grazie al prestigio del suo nome, il Conte Emanuele conquistò numerosi mercati internazionali ed ottenne importanti premi e punteggi nelle competizioni internazionali. A seguito proprio dell’associazione tra le caratteristiche del vino e l’apprezzamento da esso ottenuto da parte della nobiltà, il Barolo fu pubblicamente riconosciuto come “il re dei vini, il vino dei re”.

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La vinificazione La vinificazione