Il terroir

Un paesaggio unico che nel 2014 è stato nominato Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO

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terroir

Il terroir

Ottenuto da uve 100% Nebbiolo, il Barolo nasce nel cuore delle Langhe, a pochi chilometri dalla città Alba, a Nord-Ovest dell'Italia, nel territorio di 11 comuni.

Collocati lungo un suggestivo itinerario di colline, modellate dalla mano esperta dell’uomo ed abbellite da magnifici castelli medievali. Un paesaggio unico che nel 2014 è stato nominato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Solo in questi 11 comuni è permesso coltivare Nebbiolo da utilizzare per la produzione di Barolo. Tra i tanti fattori che influenzano le caratteristiche di un vino, il suolo è sicuramente il più complesso da descrivere e capire a fondo, e probabilmente è per questo motivo che esercita un fascino così profondo tra i wine lovers.

Le colline di Barolo hanno principalmente un’origine marina, risalente a 10 milioni di anni fa. Dal punto di vista geologico, si possono individuare due diverse aree caratterizzate da due tipologie di suolo completamente diverse tra loro: l’area Tortoniana e l’area Elveziana. L’Area Tortoniana parte da Verduno ed include La Morra e Barolo, fino a Novello. E’ caratterizzata da marne blu e grigie. L’Area Elveziana passa attraverso Serralunga d’Alba, Castiglione Falletto e Monforte. Qui, si possono notare depositi di sabbia pressata giallognola con sfumature grigiastre. I Barolo che provengono da vigne cresciute su suoli di origine Tortoniana sono caratterizzati dall’eleganza e dall’intensità dei profumi e dalla morbidezza, mentre i Barolo che provengono da vigne cresciute su suoli di origine Elveziana sono potenti, con una grande struttura e longevità.

Al giorno d’oggi, per capire l’importanza del Barolo è necessario saperne apprezzare la complessità. Ogni comune incluso nell’area di denominazione ha i suoi vigneti ed i suoi cru con caratteristiche peculiari e uniche; ovviamente, poi, la qualità dell’annata gioca un ruolo importantissimo: alcune sono davvero perfette ed il vino che ne risulta è un’opera d’arte.

Barolo DOCG e le sue Menzioni Geografiche Aggiuntive

Barolo DOCG e le sue Menzioni Geografiche Aggiuntive

Il Barolo in origine era prodotto con uve Nebbiolo provenienti da vigneti collocati in varie posizioni all’interno dell’area delimitata Disciplinare di produzione. Le prime bottiglie di Barolo con l’indicazione del vigneto sull’etichetta sono comparse solo intorno agli Anni Sessanta. Da quel momento in poi, il numero di vini con indicazione della zona di provenienza delle uve ha continuato a crescere gradualmente, ma è solo dalla metà degli Anni Ottanta che siè potuta registrare una vera e propria esplosione dei nomi, seguita a ruota dalla nascita di nuove aziende e dalla conseguente trasformazione radicale della denominazione.

Il bisogno quindi di regolare questa miriade di nomi si rivelò quasi naturale all’inizio degli Anni Novanta, al punto che i comuni – e successivamente il consorzio dei produttori – iniziarono, a poco a poco, a disegnare le prime delimitazioni catastali. Un processo delicato e complesso che richiese quasi vent’anni prima che trovasse una forma definitiva con la modifica delle regole di produzione il 30 settembre 2010, con la conseguente introduzione dei cosiddetti “cru”, in italiano Menzioni Geografiche Aggiuntive, o MGA, che diventarono effettive a partire dall’annata 2010.

L’espressione Menzione Geografica Aggiuntiva (MGA) sta ad indicare un’area di produzione più specifica, ufficialmente delimitata, all’interno della denominazione di origine controllata e garantita del Barolo DOCG (in sostanza, è l’equivalente del termine francese “cru”).

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Denominazione: Barolo

Ottenuto da uve 100% Nebbiolo, il Barolo nasce nel cuore delle Langhe, a pochi chilometri dalla cittadina di Alba, e più precisamente nel territorio di 11 comuni collocati lungo un suggestivo itinerario di morbide colline modellate dalla mano esperta dell’uomo e rese ancora più belle dalla presenza di splendidi castelli medievali, riconosciute nel 2014 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. È infatti tradizione della nostra azienda e di molte aziende storiche della zona produrre Barolo con uve provenienti da terroirs diversi, ognuno con le proprie peculiarità e sfumature.

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Indicazione comunale: Serralunga d’Alba

Situato all’estremità orientale della zona di produzione del Barolo, il comune di Serralunga d’Alba è da sempre considerato uno dei pilastri della denominazione, sia per l’ottima qualità dei molti suoi vigneti, sia per lo stile inimitabile dei suoi Barolo: vini dallo stile rigoroso e raffinato e dalla grande struttura, in grado di resistere particolarmente bene alle insidie del tempo. Non è un caso che un tempo, quando il Barolo era soprattutto un vino di assemblaggio, le uve di Serralunga fossero le più ricercate dai produttori più importanti della zona per aumentare la struttura dei propri vini e che oggi la fama dei Barolo prodotti in questo comune sia in continua espansione.

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MGA: Fontanafredda

Ognuno degli 11 Comuni inclusi nel Disciplinare della denominazione Barolo ha “sottozone” con caratteristiche uniche e peculiari. Con la sigla MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) si intende una specifica area di produzione ufficialmente delimitata e codificata (equivalente essenzialmente al termine francese “Cru”), all’interno della più ampia zona della denominazione Barolo. La MGA Fontanafredda copre un totale di 58 (*58,42*) ettari, inclusi i circa 15 ettari contigui di vigneto coltivato a Nebbiolo da Barolo che circondano in un corpo unico le nostre cantine. In tutta la zona del Barolo, Fontanafredda rappresenta l’unica MGA che prende il nome da una tenuta, grazie all’importanza storica di quest’ultima, oltre ad essere il più esteso e antico “monopole” del Barolo.

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Vigna: la Rosa

All’interno di ogni MGA, possono essere identificate poi diverse vigne, la cui menzione, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, può accompagnare le suddette menzioni geografiche aggiuntive. La menzione «vigna» dovrà essere indicata soltanto se unita ad una delle menzioni geografiche aggiuntive ad una delle menzioni geografiche aggiuntive definite dal disciplinare. Proprio nel cuore della MGA Fontanafredda, troviamo Vigna La Rosa, uno dei vigneti più celebri di Serralunga: quasi 5 ettari coltivati interamente a Nebbiolo, con esposizione sud e sud-ovest, il cui terreno di origine miocenico-elveziana è ricco di marne calcaree e di argilla, ma con abbondanza di sabbia quarzosa, che garantisce una buona permeabilità e conferisce al Barolo un innegabile carattere floreale, tannini aggraziati e finissimi ed un’acidità sempre molto sostenuta.

La vinificazione La vinificazione
Le origini Le origini